Un arcipelago vulcanico: vini delle eolie


Un arcipelago vulcanico: vini delle eolie

Vini delle Eolie: i “vulcanici” corinto nero e malvasia delle Lipari

A testimonianza di come il vino facesse parte della cultura dell’arcipelago delle Eolie sin dall’antichità ci sono numerosi ritrovamenti archeologici di anfore vinarie. Le sette isole, dove sono presenti vulcani attivi, sono costituite da suoli piuttosto recenti e di matrice lavica: sabbie, pomice, ceneri, tufi, tutte tipologie di terreno molto ricche di minerali. Ad oggi, i vini delle Eolie sono una realtà forte e complessa.

Generalmente i vigneti sono ad alberello, anche perché considerato il metodo più adatto a queste terre molto esposte al vento. La superficie totale dei vigneti è concentrata principalmente nelle isole di Lipari e Salina ed è di circa 160 ettari.

I vitigni autoctoni dell’arcipelago sono la malvasia delle Lipari e il corinto nero. Vengono coltivate in misura minore anche la nocera, il nerello mascalese, il catarratto, il nero d’avola e l’inzolia. Assaporare i vini che vengono spremuti fuori da questi acini con tanta maestria dai viticoltori eoliani, è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita; vini affascinanti e dal grande carattere, vini unici, soprattutto grazie al microclima più singolare del nostro pianeta: quello offerto dal versante di un vulcano che si getta nel mare.

La malvasia delle Lipari

La malvasia è arrivata alle Eolie ai tempi della prima colonizzazione greca. Sulle piccole isole vulcaniche dell’arcipelago ha trovato le condizioni che si sposano con le proprie caratteristiche in modo perfetto: terreno vulcanico e passito, un binomio eccezionale!

I grappoli preposti alla produzione del vino passito vengono posti sui graticci subito dopo la raccolta, anche se alcuni produttori hanno sperimentato con successo un metodo alternativo: quello di far appassire i grappoli direttamente in pianta, tagliando semplicemente lunghi tralci. Le uve sono così naturalmente disidratate sotto il sole, e quello che si ottiene è un nettare armonioso ed unico.

Di sera nell’arcipelago, da Lipari a Panarea, nelle terrazze che degradano verso il blu intenso, con la musica che segue fino all’alba, si crea lo scenario perfetto per degustare il nettare degli dei, dolce e sensuale: la malvasia delle Lipari passito Doc, dal colore ambrato come il sole della sera, dal profumo che fa correre la mente ai fichi secchi, albicocche disidratate, miele e spezie dolci. Abbinarlo con cannoli, cassata, o pasta di mandorle, oppure con il pecorino piccante dell’isola.

Panarea e i vini della Vigna di Casa Pedrani

C’è una piccola curiosità da condividere a proposito della malvasia delle Lipari: come uno scrigno racchiuso dentro ad un altro scrigno, la piccola (per estensione) isola di Panarea custodisce una piccola e giovane vigna, quella di Casa Pedrani, impiantata nel 2008 da Andrea Pedrani, figlio di Franco, scomparso nel 1998.

Quella di Franco Pedrani è la storia di un amore profondo per Panarea, ed Andrea ha così deciso di rendergli omaggio attraverso la scelta coraggiosa di creare un vino proveniente dalla terra lasciatagli dal padre: questa passione tra padre e figlio, tra questi due uomini e le loro amate consorti, trai i Pedrani tutti e Panarea, proprio questo amore, ha dato vita ad un vino prodotto in poche centinaia di bottiglie (un I.G.P. Terre Siciliane, 100% malvasia delle Lipari) chiamato “Linsolita”. Come non si può andare a Roma e non vedere il papa, nemmeno si può venir via da Panarea senza aver bevuto un calice di Linsolita malvasia!

Il corinto nero

Vitigno antichissimo di origine greca, il corinto nero proviene dalle terre dell’omonima città e fu probabilmente introdotto in Sicilia durante il periodo della colonizzazione ellenica. In realtà è un vitigno dalla resa piuttosto bassa, ed per questo che è considerato ancor più pregiato e costituisce motivo di orgoglio e pregio per i viticoltori eoliani.

Il suo utilizzo principale e fondamentale è per la produzione della malvasia delle Lipari Doc, vino simbolo di queste terre a livello internazionale, di cui costituisce però solo il 5% (l’altro 95% è costituito ovviamente da usa malvasia delle Lipari). Alcuni produttori eoliani hanno iniziato a vinificare il corinto nero secco in purezza, e hanno ottenuto vini molto apprezzati.

La trattoria da Francesco, sull’isola di panarea, da cinquanta anni offre un’immersione completa nella tradizione eoliana: specialità gastronomiche tipiche, in ambiente familiare, in un locale situato proprio sul porto di Panarea, cuore pulsante dell’isola e dell’arcipelago delle Eolie.

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